La barbabietola, sconosciuta in casa sua.

Articoli cucina e alimentazione: La barbabietola, sconosciuta in casa sua.

La barbabietola, pur essendo un ortaggio tipicamente nostrano, ha in Italia uno dei più bassi consumi a livello europeo, nell’ordine di 10 volte meno rispetto ai nostri vicini tedeschi.
Ed è un peccato, perché a livello alimentare la barbabietola ha molte frecce nel suo arco, anche dal punto di vista di un regime a basso contenuto calorico.
Già nota ai babilonesi e agli egiziani, dato accertato grazie alla presenza di questo ortaggio nelle pittografie e nei geroglifici, la barbabietola è ricca in fibre, che la rendono preziosa per combattere le infiammazioni dell’apparato digerente e le infezioni intestinali (pare che il consumo regolare prevenga la comparsa di emorroidi). Il suo sapore dolciastro, non sempre gradito, è dovuto alla massiccia presenza di zuccheri semplici, che forniscono all’organismo energia subito utilizzabile, il che la rende indicata a chi svolge attività sportive anche a livello agonistico. La stessa caratteristica rende però il suo consumo più prudente per i soggetti diabetici, che non devono eccedere nelle quantità.
Povera in vitamine, a parte una discreta presenza di vitamina B1 e B2, la barbabietola è ricca di sali minerali tra cui potassio, ferro, calcio, fosforo e magnesio. Questi preziosi elementi la rendono rinvigorente e ricostituente.
La barbabietola è ipocalorica, e dal momento che grazie al suo rapido ciclo di crescita è disponibile da marzo a novembre, sarebbe giusto darle uno spazio più ampio sulle nostre tavole.
Una particolarità da sottolineare è la presenza di acido ossalico, che la rende sconsigliata a chi soffre di calcoli renali o biliari. Inoltre, il suo caratteristico colore rosso è dato dalla presenza di betanina, una sostanza che nell’industria alimentare viene utilizzata come colorante. Questa sostanza fa si che in caso di consumo regolare di questo ortaggio le urine possano colorarsi di rosso.
E’ un fenomeno transitorio che non deve preoccupare.
Della stessa famiglia e con le stesse caratteristiche nutrizionali è la bietola o bieta, coltivata per le foglie simili agli spinaci che vengono utilizzate nelle minestre, nei ripieni e nelle frittate. Più diffusa della barbabietola a radice, ha però la caratteristica di resistere meno in frigorifero, a meno che non venga congelata.
Questo perché la percentuale in acido ossalico è minore.
Recenti studi americani hanno infine osservato che il consumo regolare di questi ortaggi ha un effetto preventivo sulla comparsa del cancro al colon, in particolare nei soggetti di sesso maschile.
Le barbabietole più gustose sono quelle piccole e giovani, che non sono ancora diventate troppo fibrose, e possono essere consumate anche crude o in pinzimonio, tagliate a bastoncini. Le barbabietole più grosse sono invece più gustose, oltre che più digeribili, se vengono cotte, in quanto la parte fibrosa viene ammorbidita.
Si possono preparare bollite o cotte a vapore, ma un ottimo metodo è anche cuocerle in forno, anche se i tempi si allungano (siamo nell’ordine delle 2 ore). Cospargetele di burro e avvolgetele in un foglio d’alluminio, con il forno preriscaldato a 160°C. Rimarranno morbide ma croccanti.
Ecco una ricetta semplice, copiata ai cugini francesi, per gustare al meglio questo ortaggio.

Crema fredda alla Francese:
- 1 grossa barbabietola
- 200 gr di yogurt bianco non zuccherato
- 1 cipolla
- 1 patata
- 400 ml d’acqua
- sale q.b.

Gli ortaggi devono essere più o meno delle stesse dimensioni.
Fate bollire la barbabietola fino a che non è morbida, per circa 1 ora, e comunque fino a che non è morbida.
A parte tagliate cipolla e patata a fette sottili, quindi mettetele in una pentola con acqua e sale e portate a bollore. Cuocete fino a che la cipolla non si disfa. Scolate le verdure una volta cotte, tagliate la barbabietola a fettine, quindi frullate tutto nel mixer.
Fate raffreddare in frigo, quindi amalgamate con lo yogurt. E’ un ottimo accompagnamento per le carni rosse.

Layla Benazzi Data : 20/06/2011

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