Le prugne, amiche dello sport

Articoli cucina e alimentazione: Le prugne, amiche dello sport

La prugna ha origine dall’albero di prugnolo, detto anche pruno, della famiglia delle rosacee.
La pianta si presenta a carattere cespuglioso, con rami spinosi e foglie seghettate, con uno sviluppo più in larghezza che in altezza. Cresce spesso allo stato selvatico, e produce frutti ovali dalla buccia blu o viola, mentre nelle specie coltivate i frutti possono essere gialli e tondi.
Tra i frutti più ricchi di vitamina E, le prugne sono seconde solo alle banane per il contenuto in potassio. Sono però un po’ più caloriche rispetto agli altri frutti, e quindi vanno mangiate con maggior parsimonia. Nonostante questo, sono comunque ricchissime in fibre e sono quindi utili per il corretto funzionamento dell’intestino, specie se si segue una dieta povera di liquidi.
La corteccia del prugnolo presenta un’elevata percentuale di tannino, che la rende febbrifuga e antiemorragica, mentre i fiori hanno un blando potere lassativo.
Tornando ad occuparci dei frutti, le prugne mangiate fresche possono risolvere i problemi legati a stipsi occasionale, mentre quelle cotte sono utili contro la diarrea e la sudorazione eccessive dovute a stati influenzali. La polpa delle prugne, applicata sul viso, ha un effetto astringente e purificante, utile nella cura dell’acne ostinata, in particolare in presenza di pus.
Da questi frutti si ricava inoltre un infuso per uso esterno, utilissimo per sciacqui contro gengiviti, placche, piorrea e mal di gola.
Le prugne, in particolar modo quelle viola, vengono spesso sottoposte ad essiccazione che le rende conservabili per molti mesi. Questo procedimento tuttavia concentra gli zuccheri, triplicando così l’apporto calorico di questi frutti, normalmente abbastanza tollerabile.
Sono tuttavia utilissime in ambito sportivo, in quanto forniscono zuccheri semplici di rapida assimilazione, che fanno di questo alimento un vero e proprio “doping” naturale.
Quindi, per chi segue un’intensa attività agonistica, le prugne secche possono fornire un validissimo aiuto contro la spossatezza. Consumate fresche invece forniscono un’alta quantità di liquidi zuccherini, che vanno a reintegrare quelli persi con il sudore.
Un consiglio per chi fa uso di preparati fitoterapici, se usate dei derivati del prugnolo (corteccia, fiori, foglie) rispettate scrupolosamente le dosi. Infatti, il prugnolo contiene sostanze che favoriscono la sintesi dell’acido cianidrico, sostanza base del famigerato cianuro.
Prestate quindi molta attenzione.
Le prugne sono impiegate nella preparazione di marmellate, gelatine, sciroppi e salse alla frutta.
La salsa di prugne, in Francia, è uno degli accompagnamenti della carne di maiale.
Ecco una golosa ricetta per gustare questo frutto.

Crema di Prugne al Cucchiaio.
- 200 gr di prugne secche
- 2/3 cucchiai di miele di prugnolo o millefiori
- 500 gr di yogurt naturale
- 1 pizzico di sale
- cannella in polvere q.b.
- 50 gr di mandorle sbucciate

Lavate le prugne e lasciatele ammorbidire in acqua per tutta la notte.
Il giorno successivo, quando saranno ben gonfie, fatele cuocere in una casseruola per 20 minuti circa, a fiamma dolce, aggiungendo un pizzico di sale per eliminarne l’acidità. Non aggiungete altra acqua.
Fate raffreddare, eliminate i noccioli e frullate il composto.
Mescolate la purea di prugne con il miele e lo yogurt, versate il tutto in coppette di vetro e decoratele con la cannella in polvere e le mandorle.
Lasciate in frigorifero almeno 2 ore prima di consumare, e accompagnate la crema con biscotti secchi tipo lingue di gatto.
Per un effetto molto coreografico, mescolate prima la purea di prugne con il miele, e quando aggiungete lo yogurt mescolate in modo da non amalgamare perfettamente il composto.
La crema risulterà così variegata con striature bianche e viola.

Layla Benazzi Data : 01/08/2011

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