La mandorla, simbolo d’amore

Articoli cucina e alimentazione: La mandorla, simbolo d’amore


La mandorla è il seme commestibile del mandorlo, un bellissimo albero alto circa dieci metri, appartenente con il pesco e il prugnolo alla famiglia delle rosacee. Le mandorle sono racchiuse in un guscio legnoso, e vengono raccolte in primavera (unico periodo in cui si possono trovare fresche) per essere essiccate e consumate durante il resto dell’anno. Originario dell’Asia Centro-Occidentale, il mandorlo è oggi diffuso in tutto il bacino del mediterraneo ed è approdato in Italia a seguito dei commerci con i Fenici.
Il mandorlo è legato a molte leggende, un mito greco ad esempio narra che Fillide, una principessa della Tracia, si innamorò riamata di Acamante, figlio di Teseo, che si recava a Troia per combattere.
La giovane, non vedendo tornare l’amato dopo dieci anni, si lasciò morire per la malinconia. La Dea Atena, commossa, trasformò la giovane in una pianta di mandorlo. Acamante però non era morto, e quando tornò a cercare Fillide scoprì che nel frattempo la principessa era stata trasformata in un albero. Disperato, abbracciò l’albero, che in risposta fiorì all’improvviso.
Da allora, la fioritura dei mandorli rinnova la memoria di questo epico amore.
Un’altra storia molto bella di cui il mandorlo è protagonista è narrata nei vangeli apocrifi, cioè quei vangeli che sono stati esclusi dalla stesura ufficiale del nuovo testamento. Si narra infatti che fu grazie ad un mandorlo se Giuseppe fu scelto come sposo di Maria. Maria era stata cresciuta presso il Tempio, e poiché si immaginava che un glorioso destino la attendesse, anche se nessuno poteva minimamente intuire quale, il suo sposo doveva essere qualcuno che rispettasse questo suo destino. Furono quindi convocati al Tempio gli uomini più meritevoli del paese, e furono sottoposti al giudizio di Dio. Passava per il Tempio anche Giuseppe, per motivi suoi. I sacerdoti attendevano il verdetto dell’Altissimo, che quel giorno però doveva essere un po’ duro d’orecchi. Infatti, non vi fu nessun segno che designasse il prescelto che doveva prendersi cura di Maria. I sacerdoti stavano quasi lasciando perdere, quando uno di loro notò l’improvvisa fioritura del mandorlo del giardino. Era l’albero al quale Giuseppe aveva legato l’asino. Per questo motivo, spesso i mandorli in fiore sono ritratti accanto alla Sacra Famiglia, soprattutto nella pittura rinascimentale.
Tornando al panorama nutrizionale, i semi del mandorlo contengono trigliceridi con una elevata quantità di grassi insaturi, proteine, sali minerali e vitamine A, E, B2 e in generale di tutte le vitamine del gruppo B. Inoltre presentano buone quantità di magnesio, calcio, potassio, fosforo, ferro e zinco. Le mandorle sono quindi un alimento molto energetico ma assai digeribile, che andrebbero consumate con moderazione onde evitare l’insorgenza di episodi di sovrappeso, ma che sono assai consigliate agli sportivi e ai convalescenti in quanto anche solo una minima quantità dà un buon contributo energetico all’organismo.
Oltre che proprietà energetiche, le mandorle hanno anche blande proprietà lassative, in grado di regolarizzare in maniera naturale l’attività intestinale. Possono quindi essere considerate un alimento completo e remineralizzante, meno grasse delle noci e con più proprietà curative.
Le mandorle dolci vengono utilizzate soprattutto in cucina, le mandorle amare in fitoterapia (non sono di interesse alimentare a causa dell’elevato contenuto in acido cianidrico). Da entrambe le varietà si ottiene per spremitura un olio largamente utilizzato in cosmetica per la cura di smagliature, arrossamenti, ragadi e per la preparazione di profumi. Utile in caso di pelle secca, l’olio di mandorle ha straordinarie proprietà emollienti e idratanti, e aiuta anche ad attenuare il prurito provocato dalle comuni malattie infettive (varicella, morbillo, ecc …).
A livello gastronomico la mandorla è la protagonista principale della preparazione di molti dolci, tra cui ad esempio il Marzapane, molto utilizzato nella preparazione di pasticcini colorati; il Biancomangiare, originario della Francia e tipico di regioni come Sicilia e Val D’Aosta; la Facciuna d’Avola, dolce tipicamente conventuale; l’Orzata, sciroppo usato soprattutto per la produzione di gelati e ghiaccioli; e il Latte di Mandorla, bevanda energetica e dissetante che a sua volta viene utilizzata per la preparazione di una prelibatezza siciliana, la granita di mandorle. Anche le mandorle amare trovano un utilizzo in pasticceria, seppure limitato, sono infatti uno degli ingredienti principali degli amaretti. Sempre nella pasticceria tradizionale, la mandorla più ricercata è la Pizzuta d’Avola, per la regolarità della forma e per il sapore delicato.
Agli inizi del secolo scorso Agrigento era il maggiore produttore mondiale di mandorle. Benché ad oggi la produzione si sia notevolmente ridotta per favorire le importazioni dal Nord Africa, Agrigento rimane affezionata a questo frutto ed ogni anno organizza la festa dei mandorli, che si svolge nel periodo di piena fioritura ed è estremamente suggestiva. Un tempo, l’economia di Agrigento era basata quasi solo sulla coltivazione dei mandorli, di cui si utilizzava tutto. La legna veniva usata nei forni per la cottura del pane, i gusci delle mandorle servivano per alimentare le stufe nelle case, le mandorle venivano ovviamente impiegate in cucina, mentre il mallo protettivo veniva utilizzato per preparare un sapone dalle straordinarie proprietà idratanti, la “scibina”, purtroppo quasi scomparso.
Spostandoci in un panorama più internazionale, la mandorla viene molto utilizzata per la preparazione di dolci nei paesi arabi, ma anche in alcune raffinate ricette orientali, tra cui l’ormai famosissimo pollo alle mandorle.
Una curiosità. In Svezia c’è una bellissima tradizione natalizia legata alle mandorle. Il 24 dicembre viene preparato un dolce di riso, al cui interno viene inserita una mandorla sbucciata. Viene servito solo alle ragazze, e quella che trova la mandorla sarà la prima a sposarsi.
Nella pasticceria più semplice, le mandorle sono utilizzate per la produzione di croccanti, da sole o con noci e nocciole. Ecco una ricetta molto facile, che si può preparare anche in casa.

Croccante alle Mandorle:
- 200 gr di mandorle sgusciate
- 100 gr di miele millefiori
- 100 gr di zucchero preferibilmente di canna

Scottate le mandorle in acqua bollente, per liberarle più facilmente della pellicina scura, pelatele e tritatele grossolanamente. Sciogliete in un tegame lo zucchero e il miele insieme, e appena lo zucchero fonde aggiungete le mandorle. Continuate a scaldare il composto su fiamma moderata, mescolando ininterrottamente con un cucchiaio di legno. Quando le mandorle cominciano ad assumere un colore dorato, spegnete il fuoco e versate il composto nelle formine, utilizzando possibilmente quelle monouso di alluminio. Mettete in frigo ad indurire, quindi estraete il croccante dagli stampi e servite con rosolio o liquore.

Ecco adesso qualche utilizzo per l’olio di mandorle, che si può reperire facilmente in erboristeria e farmacia.
- Per rivitalizzare i capelli sfibrati: distribuire l’olio di mandorle per tutta la lunghezza dei capelli e lasciarlo in posa per 30 minuti. Procedere ad un normale lavaggio.
- Come struccante: poche gocce su un normale dischetto di cotone rimuovono anche il trucco a prova d’acqua, idratando nel contempo la pelle, soprattutto del contorno occhi.
- Come olio da massaggio: 50 ml di olio di mandorle + 5 gocce di olio essenziale della fragranza preferita. E’ utile per normali massaggi ma anche come trattamento per combattere la cellulite. In questo caso fare l’applicazione 2 volte al giorno.
- Per eliminare i residui di ceretta: qualche goccia su una compressa di garza elimina i residui di ceretta senza irritare la pelle.
E’ bene ricordare che se ci sono in casa dei bambini è meglio acquistare l’olio di mandorle dolci. L’olio infatti può essere estratto dalle mandorle dolci come da quelle amare, ma mentre il primo è completamente atossico, il secondo è velenoso in quanto contiene inalterato l’acido cianidrico.
L’olio di mandorle dolci si conserva al fresco e al buio, ma non in frigorifero, in contenitori scuri.

Layla Benazzi Data : 28/11/2011

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