Il rosmarino, arbusto leggendario

Articoli cucina e alimentazione: Il rosmarino, arbusto leggendario

Il rosmarino accompagna la storia dell’uomo da molto più tempo di quanto possiamo immaginare. Una delle prime testimonianze certe sull’uso e l’importanza di questa specie arbustiva è stata ritrovata in una tomba egiziana, dove un rametto di rosmarino, quasi perfettamente conservato, era custodito in un pregiato cofanetto in marmo e avorio, accanto alla mummia.
Il rosmarino era in Egitto uno degli ingredienti principali per la preparazione degli oli d’imbalsamazione dei defunti, e la tradizione egizia gli attribuiva la capacità di conservare nei trapassati la memoria dei loro cari rimasti ancora sulla terra, confortando il loro viaggio verso l’aldilà. Per questo motivo il rosmarino era detto l’erba del ricordo, e si pensa che questa tradizione sia legata al fatto che una delle proprietà di questa pianta è di migliorare le capacità mnemoniche e di rinfrancare lo spirito, grazie alla presenza di sostanze blandamente psicoattive.
Secondo la tradizione romana era nato dalle lacrime del dio Nettuno, al momento dell’abbandono da parte della sua sposa, la ninfa Anfitrite. Nettuno uscì dal mare per andarla a cercare, e le sue lacrime fecero nascere questa pianta. Al momento della riappacificazione tra le due divinità, il rosmarino fiorì, conservando per sempre la memoria della pace ritrovata. Questa leggenda pare sia legata al fatto che spesso il rosmarino cresce nelle zone salmastre, in terreni sabbiosi e poco drenati. Il termine romano lo definisce “ros maris”, che si traduce in “rugiada del mare”.
Utilizzato da tempo immemore in campo officinale, il rosmarino è stimolante ed è utile nei casi di debolezza e spossatezza dovute a situazioni di stress. Grazie alla sua ricchezza in oli essenziali, tra cui il canforene (dalle blande proprietà psicoattive), il limonene e il pinene, il rosmarino è antisettico, con un buon effetto sugli stati influenzali e febbrili, e con un deciso potere calmante sull’asma e la tosse. Usato per applicazioni esterne il rosmarino è utilissimo come analgesico e antinevralgico, infatti la tintura calma il mal di denti, mentre le frizioni con l’olio essenziale o con il distillato alcolico attenuano il mal di testa. Sempre per applicazioni esterne, gli impacchi e i cataplasmi ottenuti scaldando nell’olio le foglie tritate sono efficaci contro slogature, distorsioni e contusioni. Ad oggi, naturalmente, il maggiore utilizzo del rosmarino avviene in cucina. Sono molti infatti i piatti che vengono aromatizzati con quest’erba. Anche questo utilizzo ha un risvolto salutistico, poichè tra le sue molteplici proprietà il rosmarino conta anche quella di facilitare la digestione, la produzione della bile e di prevenire l’ulcera da stress. Da qui si intuisce il motivo per il quale viene largamente utilizzato in ambito gastronomico, infatti, basta la sua presenza per rendere qualsiasi piatto più digeribile e per ridurre o evitare l’uso del sale, con indubbi benefici per la salute delle nostre arterie. Recenti ricerche hanno dimostrato che il rosmarino contiene molte sostanze antiossidanti, pertanto il suo utilizzo abituale è utile al buon mantenimento della salute psicofisica in generale e a ritardare l’invecchiamento cellulare.
Negli ultimi anni il rosmarino è arrivato anche nel mondo della cosmesi. Il suo distillato, vaporizzato sulla pelle, previene e attenua le rughe. Utilizzato negli shampoo, il rosmarino rinforza i capelli e combatte l’eccesso di sebo nel cuoio capelluto, restituendo lucidità ai capelli opachi o grassi. L’associazione tra rosmarino, bellezza e lunga vita non è comunque cosa nuova, infatti la famosa “Acqua della Regina d’Ungheria”, nota sin dal 1330, altro non era che un infuso concentrato di rosmarino.
A causa dell’elevata concentrazione di oli essenziali, un uso eccessivo del rosmarino o dei suoi derivati fitoterapici può causare intossicazione, pertanto si consiglia di non eccedere mai nelle dosi consigliate e di limitarne l’utilizzo in caso di gravidanza. Se decidete di coltivare il rosmarino in giardino o sul terrazzo, è una pianta che non dà problemi perché è molto resistente, ma ricordate di usarla sempre appena colta e possibilmente non fiorita. La pianta essiccata infatti perde molti dei suoi principi attivi, mentre le cime fiorite sono meno attive a causa della fioritura stessa.
Poiché in cucina il rosmarino è utilizzato solamente come insaporitore, ecco due preparazioni a metà tra gastronomia e fitoterapia.


Vino al Rosmarino:
- 30 gr di foglie fresche di rosmarino
- 1 limone
- 1 litro di vino rosso giovane

Pelate il limone con il pelapatate prelevando solo la parte gialla della scorza.
Mettete a macerare il rosmarino e la scorza di limone nel vino per 7 giorni, agitando di tanto in tanto per favorire la migrazione dei principi attivi. Trascorso il tempo indicato filtrate, imbottigliate e conservate in un luogo fresco e buio. Somministrato dopo i pasti questo vino è utile per favorire la digestione.

Liquore al Rosmarino:
- 20 gr di foglie fresche di rosmarino
- 1 limone
- 1 litro di vino bianco
- 70 ml di alcool a 95° (3/4 di bicchiere)

Pelate il limone con il pelapatate prelevando solo la parte gialla della scorza.
Mettete a macerare il rosmarino e la scorza di limone nell’alcool per 7 giorni, agitando di tanto in tanto per favorire la migrazione dei principi attivi. Trascorso il tempo indicato filtrate, aggiungete il vino bianco, imbottigliate e conservate in un luogo fresco.
Somministrato dopo i pasti questo liquore è un buon tonico, dalle proprietà stimolanti e defaticanti. Molti lo utilizzano come disintossicante, in primavera e in autunno, assumendolo nella dose di un bicchiere al giorno (1/2 per ogni pasto) per 7 giorni. Per meglio mantenere le sue proprietà andrebbe conservato in frigorifero.

Layla Benazzi


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Data : 02/07/2014

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