I cibi magici delle feste

Articoli cucina e alimentazione: I cibi magici delle feste

Le feste sono appena trascorse, ma ancora si sentono nell’aria i profumi tipici dei cibi legati al Natale e al Capodanno. Anche se poi ci portano a fare i conti con la bilancia, ci sono piatti a cui spesso non ci sentiamo di rinunciare, perché strettamente legati ad una tradizione secolare che spesso supera le barriere regionali. Sono in pochi però a conoscere i motivi che legano alcuni particolari alimenti ai festeggiamenti di Natale e Capodanno. Ecco quindi un breve “vademecum” di tutti quei piatti che sono, da sempre, simbolo delle feste.
- Zampone e Cotechino: sono i cibi del capodanno per eccellenza, e sono legati al simbolismo di abbondanza rappresentato dal maiale. Poiché da sempre del maiale “non si butta via niente”, questo simpatico animale rappresenta nella tradizione popolare la sazietà e l’abbondanza, e mangiarlo a capodanno fa pensare di iniziare l’anno sotto un auspicio di prosperità.
- Lenticchie: compagne inseparabili di zampone e cotechino, sono collegate alla storia dei vecchio testamento nella quale Esaù vendette al fratello la primogenitura per un piatto di lenticchie. Da qui la diceria popolare secondo la quale con le lenticchie si può comprare qualsiasi cosa. Questa credenza, unita alla forma di questo legume che ricorda quella delle monetine, ne ha fatto un simbolo di ricchezza economica, e per questo si dice che le lenticchie “portano soldi”.
- Uva: per la presenza dei suoi molti acini rappresenta l’abbondanza e la prosperità. Essendo anche un simbolo cristiano, legato al racconto dell’ultima cena, rappresenta la salvezza e la grazia del cielo.
- Melograno: come per l’uva, i suoi molti chicchi rappresentano abbondanza e fecondità. Conosciuto anche come antico simbolo di giustizia ed equilibrio, rappresenta i buoni propositi per l’anno nuovo.
- Marzapane: quasi nessuno sa che “marzapane” era il nome di un’antichissima moneta, scomparsa da secoli. Oggi nota solo per essere una preparazione dolciaria a base di mandorle, utilizzata per biscotti e dolci e per i famosi “fruttini”, deve a questa antica omonimia il fatto di essere da sempre un simbolo di ricchezza.
- Frutta Secca: simboleggia l’inverno e le scorte dei poveri. Poiché è quasi sempre ricoperta da una buccia spessa o da un guscio resistente, rappresenta la protezione e la capacità di sopravvivere ai rigori dell’inverno.
- Peperoncino: a parte la sua capacità naturale di attivare il rilascio di serotonina, favorendo l’insorgere del buonumore, la sua forma “a cornetto” e il suo colore rosso brillante lo rendono simbolo di fortuna.

Questi sono da sempre i piatti simbolo nelle festività italiane. Ma cosa succede al di là delle nostre frontiere? Vediamo adesso qualche cibo simbolico delle festività estere.
- Cavolo: nei paesi anglosassoni, in particolare in Irlanda, il suo colore verde rappresenta il denaro e viene quindi associato alla ricchezza. Sono infatti verdi gli abiti dei “leprecauni” o “lepricani”, le famose creature delle favole in grado di condurre gli uomini meritevoli alla pentola d’oro.
- Fagioli dall’occhio nero: negli Stati Uniti sono simbolo di ricchezza, perché il loro raccolto è sempre abbondante.
- Kumquat: sono i mandarini cinesi, il cui colore brillante e la cui forma arrotondata ricordano le pepite d’oro. Simboleggiano la ricchezza.
- Noodles: sono i tradizionali spaghetti di soia orientali, e vengono tradizionalmente consumati la sera dell’ultimo dell’anno in Giappone, come simbolo e augurio di lunga vita.

Come abbiamo visto sono moltissimi i piatti, non solo in Italia, legati alle festività. Senza necessariamente doverci abbuffare imbandendo la tavola con tutti ma proprio tutti questi alimenti propiziatori, è comunque simpatico seguire queste tradizioni, anche solo per dar ragione al detto “non ci credo, ma lo faccio!”

Fonte: Yahoo

Layla Benazzi Per approfondire l'argomento : clicca qui

Data : 07/06/2012

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